Vajont
Vajont: mai dimenticare. Ma, soprattutto, imparare

Vajont: mai dimenticare. Ma, soprattutto, imparare

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Anniversario dell’assassinio di Kennedy, negli Stati Uniti; anniversario della tragedia del Vajont, in Italia. Anniversari per ricordare, anniversari per prendere coscienza, anniversari, soprattutto, per imparare. La tragedia del Vajont fu in verità, anch’essa, un assassinio, un immane assassinio di collettività. A tanto ormai approdano le ricerche storiche sul terribile evento, al di là delle incertezze della giustizia umana cercata nei tribunali. Non solo ci furono errori nella decisione strategica di costruire quella diga, ma ci furono irresponsabilità di chi sapeva quanto poteva accadere da un momento all’altro dopo che era stata costruita, e non intervenne. Noi non inseguiamo, su queste tragedie, la sciocca e trita retorica del maipiù. Il cammino umano è ben più complesso e impegnativo di queste puerilità: noi pensiamo e diciamo piuttosto che dobbiamo, ciascuno di noi deve, e lo deve la politica nel suo complesso, avere un più alto senso del proprio dovere di cura della cosa pubblica. La tragedia del Vajont accadde in un periodo nel quale il senso dello Stato, nel nostro paese, era ancora elevato e certamente più elevato di oggi. Può sempre accadere. Ma ciascuno ha il dovere di imparare da quanto accade e di fare un concreto passo di miglioramento del proprio personale senso di responsabilità di fronte al suo quotidiano “dovere pubblico”.

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