Unità dei cattolici in politica: tanti “cespugli”, solo gruppi di potere?

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Quale direzione prenderanno i cattolici nelle prossime elezioni politiche ?
I motivi della crescente disaffezione dei cittadini dalla politica vanno ricercati in disfunzioni e paradossi che non incantano più l’elettore, il quale si domanda: ma tutti, proprio tutti i politici sono per il bene dell’Italia?

Spesso e volentieri si cerca di rivolgersi ai cattolici cambiando sigle, creandone delle nuove, inventandone altre, con quale risultato ? Queste “richieste” servono poco, se non sono trasparenti le coscienze, se le parole non si tramutano in concretezza, se il relativismo non cede il posto all’altruismo, se il “potere” richiesto non è inteso come servizio al cittadino .

Allora si verifica, come i dati statistici dimostrano, che la forte astensione dal voto dell’elettorato ritenuto moderato favorisce partiti e movimenti che possono contare sui loro fedelissimi, sempre docili ai loro comandi, tutti bravi a demolirsi l’un l’altro ma incapaci di far sorgere nell’elettore modelli di profondo valore sociale.

Questi così chiamati “cespugli“, che si possono definire solo gruppi di potere, ostacolano una efficienza della governabilità, quindi sarebbe opportuno approvare una nuova legge elettorale per un bipolarismo compatto e moderno: insomma solo due parti politiche, e quando ne fallisce una andiamo all’altra; che governino il Paese in modo da smuovere e far crescere nell’elettore motivazioni di valore etico a beneficio di tutta la comunità. Se no, siamo al solito ritornello !

Urge, sia per l’opinione pubblica che per i cattolici in particolare, un’azione di stimolo offrendo, soprattutto, un valido contributo per tenere insieme concretezza e coerenza.

I cattolici sono smarriti ? Forse, comunque, a questo punto, sono privi di un punto di riferimento! Tutt’ora non si “vedono” proponimenti verso quei valori morali che il magistero della Chiesa Cattolica insegna, né programmi con la dottrina sociale che pone a fondamento il bene comune.

Il discernimento politico dei cattolici per le prossime elezioni politiche dovrebbe considerare i valori non negoziabili dell’essere umano: cioè il rispetto della persona dal concepimento alla morte naturale, la difesa della famiglia, la giustizia, la sicurezza, la pace.

E’ un paese in continua convulsione, bollenti agitazioni, sfiducia per una classe politica, anche emergente, sempre meno affidabile, inquietudine, disagio, insoddisfazione. Sembra utile ricordare un personaggio storico che ha detto: “Non con l’oro, ma col ferro si riscatta Roma”, od essere incoraggiati dalla leggenda delle “oche sacre” che presero a starnazzare svegliando gli assediati nel Campidoglio .
Ma è soprattutto importante ricordare che i voti si conquistano, al di là delle sigle politiche o dei tentennamenti, con coraggio e concretezza e per il bene comune.

Condividiamo, con almeno due precisazioni doverose: la prima è che “solo due partiti” può essere il frutto di una democrazia capace di evolversi spontaneamente per maturazione libera dei cittadini, non per imposizione di una legge elettorale;la seconda è che tra i “valori non negoziabili”, oltre a quelli citati dall’amico Previte, noi inseriamo anche il diritto-dovere al lavoro.

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