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Assistenza ai disabili: un altro passo avanti

Assistenza ai disabili: un altro passo avanti

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Il disabile ha diritto ad essere assistito dai familiari e in questo spirito il congedo straordinario è stato esteso ai parenti conviventi entro il terzo grado.

La Corte Costituzionale, con sentenza 203 del 18.7.2013, ha affermato il contrasto con la Costituzione dell’art. 42, comma 5 del Dlgs 53/2000 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità) per la parte in cui, in caso di mancanza o decesso o malattie invalidanti dei soggetti individuati dalla norma, non include tra i legittimati ad usufruire del congedo anche i parenti conviventi o gli affini entro il terzo grado.

Secondo la Corte è incomprensibile che l’apporto di questi ultimi sia circoscritto e riconosciuto solo per quanto riguarda i permessi previsto dalla Legge 104/1992, e non i congedi straordinari.

La famiglia, a giudizio della Corte, deve costituire l’ambito privilegiato di assistenza del disabile, al quale, in quanto soggetto debole, vanno garantiti,  oltre alle necessarie prestazioni sanitarie, l’inserimento sociale e la continuità delle relazioni costitutive della personalità umana.

Riferimenti normativi: Corte Costituzionale del 18.7.2013 n.203; art. 42, comma 5 del Dlgs 53/2000.

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