Staffetta Letta – Renzi

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Staffetta Letta-Renzi. La vecchia logica: chi riesce a governare il partito può governare il Paese. Capita nelle democrazie ed in forma patologica l’abbiamo vista nei totalitarismi. Ma noi siamo una democrazia avanzata con qualche problema di indebitamento e allora si cerca di mantenere la partecipazione risparmiando sulle spese per allestire i seggi elettorali e facendo anzi arrivare soldi allo stato-partito. Siamo avanti! Invece di spendere per andare alle urne mettiamo i banchetti delle primarie. Bastano quelli: non si spende, anzi i cittadini pagano per votare. Ma ancora non abbiamo visto tutto e dobbiamo continuare sulla strada delle riforme e dell’innovazione. Allora avanti con i grandi della storia. Il pischello di Firenze, come lo chiama un mio amico, ed il vecchio Cavaliere sono pronti al prossimo passo: macché elezioni, macché primarie! Basta un bel sondaggio: libero, pluralista e ricorrente! E, miracolo, basta con clientele e voti di scambio, perché il Ministero degli interni garantirebbe l’anonimato del campione estratto e quindi i politici non saprebbero chi corrompere. Meditate gente quanto risparmierebbe lo Stato, quanto le nostre città sarebbero meno inquinate a causa di tutti gli spostamenti degli elettori per recarsi ai seggi, quanti alberi salvati evitando la stampa di inutili schede elettorali. Ed altro che premio di maggioranza e calcolo farraginoso delle quote minime di ingresso al parlamento. Basta un buon sistema di elaborazione dati ed un mago dell’arrotondamento e, finalmente, i politici invece di perdere tempo girando per mercati, piazze e sezioni a cercare il consenso,potrebbero occuparsi a tempo pieno di risolvere i problemi del paesi (quali siano lo direbbe un ulteriore sondaggio). Certo resterebbe l’impiccio dei passaggi televisivi per darsi visibilità e concupire la benevolenza dei componenti il campione segreto degli intervistati dai sondaggisti. Ma per le televisioni non c’è problema: ancora oggi, grazie al pischello di Firenze, meno male che Silvio c’è!

Vincenzo Bova

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