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Solidarietà Popolare: costruiamo il nostro futuro – Lia Monopoli

Solidarietà Popolare: costruiamo il nostro futuro – Lia Monopoli

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Se la politica è raffronto tra differenti idee e soluzioni che possono ricercare risposta a problemi della convivenza civile e dell’ordine sociale, abbandonata alle spalle la stagione dei partiti tradizionali, quale può essere un possibile modello alternativo? Quanto si può essere soddisfatti di un partito che competa per conseguire ciò che è semplicemente dato dal modo di pensare dei cittadini, o non è essenziale invece una forma nuova di partecipazione che abbia la capacità di cambiare e orientare questo modo di pensare?

Oggi insieme è possibile cominciare a immaginare un nuovo modo di essere partito fondato su un’ampia e strutturata dimensione associativa e partecipativa. Distinzione fondamentale dalla quale partire per creare una nuova forma di partecipazione politica è un cambiamento profondo d’impostazione: l’uscita da una logica che si basa sulla semplice aggregazione delle preferenze date, a una logica che punta invece sui processi dialogici, chiaramente argomentati, che possano educare alla scelta, trasformare le preferenze e dare vita ad una forma di partito nuova, contemporanea, che superi il ti­mo­re della per­di­ta del con­sen­so, gli evi­den­ti se­gna­li d’ina­de­gua­tez­za, e per­si­no, in qual­che cir­co­stan­za, di at­ten­di­bi­lità delle formazioni tradizionali.

Una nuova forma di partecipazione politica che abbia a cuore il pane quotidiano di coloro che si vedono scivolare via di mano, il lavoro, la sicurezza di un futuro per se e per i propri figli, il timore di rimetterci le rare certezze: tra la gente, la paura di tutto ciò continua a crescere, di giorno in giorno, sempre più viva, corrente, tangibile, e nella paura c’è poco di razionale, ma tanto, anzi tantissimo di reale. La spin­ta al cam­bia­men­to na­sce da queste per­so­ne, dall’im­pul­so ori­gi­na­to da co­lo­ro che vi­vo­no la dif­fi­coltà dell’agi­re con­cre­to nel­la quo­ti­dia­nità, dall’im­pul­so che pro­vie­ne dalle periferie. In questo panorama contribuire al superamento della grave crisi politica diventa per noi e per ogni cittadino dotato di senso civico un imperativo morale.

Dare vita a una nuova forma di partecipazione politica in grado di proporre “con chiarezza i valori fondamentali dell’esistenza umana, impegnata a trasmettere convinzioni, cristianamente ispirate, che possano poi tradursi in azioni politiche; una nuova forma di partecipazione politica dinamica in grado di coinvolgere le persone attorno a messaggi comprensibili, a obiettivi urgenti e definiti; che riconosca e valorizzi il contributo di ciascuno, al quale non si ferma a chiedere solo il consenso al momento del voto, ma che coinvolge sistematicamente in azioni coerenti, espressioni di volontariato, che realizzi una cultura dell’incontro, perché “sviluppare una comunione nelle differenze” diventa “sinonimo di solidarietà”.

Una nuova forma di partecipazione politica frutto di un rinnovamento profondo, d’impegno per la creazione di un vero spa­zio popolare, ispi­ra­to da principi e me­mo­re del­le ra­di­ci, ma innestato nella società attuale e proiettato al futuro. Uno spazio d’impegno per tutti coloro che cre­do­no esi­sta sem­pre una pos­si­bi­lità di com­por­re gli in­te­res­si per­so­na­li in un intento di crescita comune; dove le persone pren­dano co­scien­za di di­rit­ti pri­va­ti e pub­bli­ci, di come que­sti si in­trec­ci­no con altrettanti doveri, di come si eser­ci­ti­no gli uni e gli al­tri dove le persone sono preparate a interagire e mediare per il raggiungimento del miglioramento della vita della comunità. Uno spazio dove i cattolici si riconoscano e insieme a tutte le persone di buona volontà possano impegnarsi, concretamente, concorrendo con azioni e comportamenti coerenti alla riattualizzazione del popolarismo sturziano: la “bussola per la buona politica”.

Uno spazio fondato sull’apertura verso l’altro, da sostenere con determinazione tenace per realizzare un futuro migliore. A questo chiediamo di concorrere, verso questo obiettivo chiediamo alla Federazione di guidarci.

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