Un sistema bancario ricco di risorse ma anche di credibilità

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L’economia, la finanza, le banche, sono rappresentate e descritte da numeri, indicatori, percentuali; o dai recenti disastri.

Va per la maggiore quello del credit crunch o meglio la difficolta’ nell’accesso al credito per le famiglie e per le imprese.

Ormai abbiamo compreso le difficolta’ del sistema bancario non solo italiano, nel ritrovare una immagine piu’ forte non solo come dotazione di capitali, ma anche come credibilità di fronte ai risparmiatori, agli imprenditori ed agli investitori.

Recenti interventi della Bce e tutti gli sforzi dei paesi dell’Unione hanno evitato danni enormi ma ora occorre pensare al futuro, ai prossimi 50 anni. Tale deve essere la consistenza della visione.

Dopo l’ultima guerra, “sacrifici” e condivisione di valori, fra cui la pace,l’istruzione,il lavoro, hanno permesso di immaginare e realizzare investimenti che hanno modificato la nostra vita attuale.

Ora non e’ retorica ritornare a pensare “il passato” come fonte di studio e di ispirazione. Il  sistema finanziario e’ “ingessato” di fronte ad una visione del solo domani più vicino; il problema dei “crediti inesigibili”  e l’assenza di nuovi investimenti da finanziare rappresentano, insieme al ridotto patrimonio, le zavorre che impediscono di immaginare il futuro. E’ evidente “lo stallo” che si e’ creato .

Ecco alcune proposte che tengono conto dei reciproci ruoli più corretti:

– lo Stato agevola gli investimenti;

– si mantiene l’aliquota iva e si fissa il coefficiente di ammortamento dell’anno di investimento all’80% per il primo anno e al 10% per gli anni successivi;

– l’impresa investe in obbligazioni bancarie “subordinate”, a durata  decennale;

– La banca, con la garanzia del Mediocredito Centrale,  puo’ erogare finanziamenti a garanzia del sistema bancario per gli investimenti.

E’ un meccanismo che può tornare a invogliare l’impresa ad investire; la banca, a fronte di investimenti delle imprese, aumenta la sua dotazione patrimoniale e lo Stato concede agevolazioni fiscali non solo per il rimpatrio di capitali  ma anche con tassazione ridotta.

A me pare che il fascino dei valori riscoperti in maniera congiunta fra questi importanti soggetti della vita del Paese sia evidente: può tornare la fiducia nello Stato che capisce i problemi degli operatori, nella banca che se ne rende strumento, nell’imprenditore che rischia, e soprattutto nella “Politica” che torna a saper decidere.

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