Charlie Chaplin in Tempi Moderni
Sfruttamento del lavoro: esiste ancora? Sì. E convive con il parassitismo

Sfruttamento del lavoro: esiste ancora? Sì. E convive con il parassitismo

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E’ vero, come ci hanno fatto rilevare diversi lettori: fra le caratteristiche salienti che stanno connotando questo sito, risalta l’attenzione quasi quotidiana, forte, alla tematica del lavoro umano. E’ vera, è consapevole, è voluta, questa attenzione. Senza lavoro non c’è dignità. Il lavoro è un diritto soggettivo del cittadino, e noi siamo per la sua tutela assoluta ed attiva da parte dello Stato. Il lavoro, un lavoro utile alla comunità, è, nello stesso tempo, un dovere assoluto per il cittadino. Oggi viviamo la tramortente realtà contestuale e tricomposta di: disoccupazione di tanti cittadini, che viene giustificata con la immorale ragione del presunto “ordine del mercato”; sfruttamento di tanti lavoratori occupati, che viene giustificato con l’altrettanto immorale ragione della presunta “competitività” del mercato; parassitismo di troppi dirigenti e lavoratori, assenteisti per furbizia o connivenza o clientelismo, o semplicemente menefreghisti nello svolgimento del proprio lavoro (siamo chiari: il loro nome vero è “ladri”).  Tutte e tre le dimensioni sono inammissibili per una civiltà che meriti rispetto, tanto più se vuole essere cristianamente ispirata.

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