Renzi continuerà la Politica senza Etica?

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In questi tempi di grande confusione e mistificazione politica, bisogna che ciascuno, specie noi Popolari e Democratici Cristiani, sul nuovo Re che si è autoproclamato con l’altro Re (che senza dimenticare il suo DNA di comunista anche se migliorista) vuole salvare e spingere il PD a governare fino al 2018 (un terzo di consensi e una maggioranza parlamentare con il Porcellum decaduto secondo la Consulta). Senza polemica sterile dobbiamo dire da Liberi e Forti le nostre idee e trasmettere, da “laici” i valori della Dottrina sociale della Chiesa in cui crediamo, ma con più convinzione e comunicazione specie per i giovani.

 

“Una nazione che si tassa, nella speranza di diventare prospera, e’ come un uomo in piedi in un secchio d’acqua che cerca di sollevare tirando il manico”
Winston Churchill
Chi vuole guidare il Governo italiano, per prima cosa si faccia eleggere dagli Italiani e poi sia, certamente, coraggioso e determinato nelle scelte, ma non succube dei poteri forti, specie del sistema finanziario e delle speculazioni, ne’ agente che danneggia la classe media che, in ogni Paese, rimane la struttura portante del Paese. Ci permettiamo di dare un consiglio o comunque di esprimere democraticamente (ancora) la nostra libera e personale opinione, a chiunque abbia la grande ambizione di diventare Presidente del Consiglio (Renzi ha dichiarato e confermato pubblicamente di averla): dimostrare un poco di umiltà e di imparare dagli insegnamenti etici e politici di grandi personalità della Storia italiana: Sturzo, De Gasperi, La Pira, Moro e di Paesi europei: Churchill, Tatcher, Adenauer, De Gaulle.
E’ un piccolo avviso per frenare il “rampantismo esagerato” di Matteo Renzi, che è attualmente Sindaco di Firenze, Segretario del Partito Democratico e che si è auto candidato a fare il Capo del Governo italiano. A mio modesto avviso, Renzi sta deludendo milioni di italiani, rispetto alle sue promesse iniziali, perché da’ in questi giorni, un esempio molto pericoloso per i giovani, per la mancanza di lealtà, di trasparenza, di coerenza, di rispetto della parola data nei confronti di coloro che sosteneva fino a qualche giorno prima, del suo stesso partito democratico (Letta&C). Renzi vorrebbe realizzare un progetto di cambiamento del sistema, ancora democratico e parlamentare, che presenterà formalmente a un Parlamento eletto con il Porcellum, che è’ stato sconfessato dalla Consulta, mentre dovrebbe sottoporlo agli italiani in libere elezioni per avere la legittimazione a realizzarlo. Oggi Renzi vorrebbe l’approvazione di un Parlamento che ha la maggioranza del PD con un terzo dei consensi degli Italiani. E’ davvero paradossale che un tale e devastante Vulnus per il futuro della democrazia nel nostro Paese arrivi dal Partito Democratico che ha nella sua tradizione storica politici di alto profilo istituzionale da Togliatti, ad Amendola, a Berlinguer. Tutto ciò è un pessimo esempio che è’ ancora più devastante di quello fornito, per mancanza di principi etici, da parte di Silvio Berlusconi, non solo a causa degli eccessi di licenziosità private (peraltro accertate con intercettazioni devastanti e irrispettose della privacy), ma anche di una palese arroganza del potere per tutelare interessi personali a scapito dei cittadini più diseredati. Va, comunque, detto, per onestà intellettuale, che almeno Berlusconi, per fare il Presidente del Consiglio, era stato legittimato in più occasioni dal consenso elettorale di oltre 10 milioni di italiani (non con le primarie di un partito o di un’area politica recintata).
Inoltre, a noi sembra che Renzi abbia un’Etica sconcertante che può disorientare la maggioranza dei cittadini: ha cambiato in poche settimane le sue affermazioni e convinzioni che sbandierava a tutti e in tutte le latitudini, cosicché oggi si contraddice e si smentisce da solo.
Molti tra coloro che Renzi voleva “rottamare” sono saliti sul suo carro, come si usa dire, del “presunto vincitore” come se fossimo al Carnevale di Viareggio che si svolge in questi giorni!
Purtroppo, anche chi proviene, come noi, dalla cultura del popolarismo di Don Luigi  Sturzo e di Alcide De Gasperi, ha sperato nel giovane Matteo Renzi della prima fase delle primarie, quelle contro Bersani, ma purtroppo i suoi comportamenti e le sue scelte politiche successive e di oggi, senza chiedere il consenso elettorale, contraddicono sia quanto andava affermando e i valori del popolarismo radicati nel popolo italiano; sono peraltro i valori che pure Renzi ha appreso come cultura nella sua giovinezza dalla sua famiglia che è composta da bravi e onesti cittadini democristiani.
Oggi, ci sembra, invece, che Matteo Renzi, nella sua ascesa politica di questi mesi, sia stato guidato dai poteri forti e finanziari ai quali si è affidato e che certamente, nel governo dell’economia e della finanza, non mettono al centro la persona umana e la sua dignità. Adesso i “poteri” forti e/o occulti che lo hanno sostenuto e lo sostengono, terranno Renzi in ostaggio, facendo pagare un conto salatissimo non tanto al Matteo di Firenze, ma al Popolo italiano, nella realtà:
– a tutti coloro che pagano le tasse e che hanno un reddito da lavoro dipendente o autonomo che purtroppo da tempo e’ sempre più incerto o mancante;
– a tutti coloro che hanno una casa acquistata con i risparmi o ricevuta in eredità;
– ai piccoli e medi imprenditori che hanno un credito con lo Stato che non li paga (tristissimo che alcuni si sono persino suicidati);
– a coloro che hanno una famiglia con più figli (ha cominciato Marino, Sindaco di Roma) che sono costretti a pagare più tasse;
– agli anziani che ricevono sempre meno servizi.
Aumentano ogni giorno i milioni di cittadini che non sopportano più di sostenere  i costi ormai enormi di una classe politica improduttiva, di una burocrazia enorme, inefficiente e squilibrata nelle diverse Regioni e anche di sapere che gli evasori sono molti milioni di cittadini e non solo il “Cavaliere”, indicato comodamente come il simbolo e il capro espiatorio per dare una rinnovata coscienza al Paese. Per fortuna, nel grigiore e pessimismo che non dovrebbe prevalere nel nostro spirito, sta aumentando il numero dei cattolici che si vanno risvegliando da un sonno durato troppi anni e che si accorgono che devono tornare ad impegnarsi concretamente nella costruzione della Polis, nella Politica per tutelare i valori della Dottrina sociale della Chiesa, come hanno più volte chiesto invano: il Beato Giovanni Paolo II, il Papa Emerito Benedetto XVI e adesso, con un più convinto ascolto e speriamo partecipazione, il Papa di oggi è di domani: Papa Francesco.
E’ comunque sconcertante che oggi, febbraio 2014, come laico e cattolico, abbiamo riproposto, considerazioni e riflessioni che, sembra incredibile, già 95 anni fa Don Luigi Sturzo faceva nel suo Appello ai Liberi e Forti, quando fondo’ il Partito Popolare Italiano che poi divenne la Democrazia Cristiana di De Gasperi, di cui oggi, si sente sempre più tanto bisogno nella nostra società nell’era della globalizzazione.

Antonino Giannone

Vice Presidente ALEF (Associazione Liberi e Forti)
Docente di Etica professionale e Relazioni industriali

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