Popolarismo e Leaderismo

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Cari amici,

sempre più di frequente – sempre più insistentemente,  quasi a fuggire per ribrezzo il deplorevole stato in cui versa la prospettiva politica che intendiamo proporre al Paese – mi scopro avidamente immerso nella lettura di brani, testi ed interventi che del nostro passato costituiscono indelebile patrimonio di ideali e Valori.

Parole forti, concetti liberi, vergati su carta da uomini altrettanto liberi e forti in un momento storico le cui analogie col presente lasciano sorpresi. Decadimento morale, necessità di ricostruire il benessere materiale e spirituale degli Italiani, urgente bisogno di ritrovare un sano sentimento Nazionale ed una lungimirante prospettiva di fraternità in Europa ieri come oggi sono orientamenti vitali ed imprescindibili. Nonostante le difficoltà, nonostante le guerre e la miseria, l’Italia potè contare sull’impegno di chi decise di agire con coraggio, senza calcoli, senza guardare ad altro che al bene del proprio Paese.

Oggi, cosa resta di quel generoso sacrificio?

Mi chiedo se sia possibile dirsi davvero consapevoli del compito che ci siamo assunti se lasciamo prevalere prospettive politiche di breve periodo, a beneficio di modeste esperienze – che si richiamino a Berlusconi o Renzi, non fa differenza – il cui unico fine è perpetuare il peggior vizio della cosiddetta “Seconda Repubblica” – il “leaderismo” – anche in una eventuale “Terza repubblica”, che si ha la presunzione di costruire a tavolino scrivendone le regole a quattro mani, quasi fosse un regolamento di condominio e senza alcun rispetto per la tutela della pluralità di espressione di migliaia di elettori Italiani.

La dichiarazione programmatica della Democrazia Cristiana al Congresso di Napoli del 30 Luglio 1944 così recitava: “ … senza una ripresa della coscienza morale di tutte le classi del popolo Italiano, la ricostruzione materiale e civile è impossibile e, anche se fosse realizzabile, riuscirebbe opera effimera per la corruzione interna che continuerebbe a rodere e distruggere i tessuti dello Stato nuovo“. Ed ancora, con maggiore importanza per il nostro tempo, aggiungeva: “ … la rivoluzione politico sociale che si va compiendo, e che noi vogliamo per ragioni di giustizia e per portare tutto il popolo al governo di se stesso nella politica, nell’economia, nel lavoro, si deve attuare rispettando e salvando i diritti supremi della persona umana, e tutte le libertà essenziali per il suo sviluppo “.

Libertà e sviluppo: due concetti che ancora oggi, nonostante le conquiste economiche e culturali del nostro tempo, restano in gran parte inattuati ed inascoltati nel contesto delle Aule Parlamentari e dei palazzi del Potere.

Se anche i Popolari decidono di uniformarsi al populismo, mediante operazioni di facciata che poco o nulla hanno a che vedere con quanto sin’ora detto e scritto da più parti, mettendo in soffitta il progetto inclusivo del PPE a beneficio di una soluzione posticcia che reca nel simbolo l’ennesimo nome di un politico, abbiamo purtroppo esaurito ogni ragionevole argomento di confronto.

Se ieri, dopo una guerra Mondiale ed una guerra civile, si scelse di agire a tutela della Libertà e dello sviluppo attraverso un percorso politico nato dal basso e per volontà del Popolo Italiano, ancor più oggi avremmo il dovere di osservare l’esperienza di chi ci ha preceduto per rispondere ad una crisi globale – che uccide la speranza, prima delle vite umane nelle cronache dei quotidiani – col medesimo spirito di servizio, con la stessa forza e generosità che resero possibile costruire un grande partito di massa dalle forti Identità Cristiane e Sociali.

Non può essere questa la strada da seguire, non è così che edificheremo un futuro politico per i nostri figli.

Mi appello – ancora una volta – alla mia Associazione ed al suo Presidente, oltre che a tutti voi, affinchè si alzi alto e forte il grido di dissenso verso operazioni di scarso valore aggiunto, frutto di miopia politica e capaci di pregiudicare il prezioso lavoro sin qui svolto in funzione della nascita di una nuova Identità per i Moderati, i Popolari, i Liberaldemocratici in Italia.

Esprimo, dunque, un netto e motivato rifiuto alla soluzione adottata dagli attuali esponenti di Udc, Nuovo Centrodestra e Popolari per l’Italia in vista delle imminenti elezioni Europee.

 

Il Partito Popolare non nascerà per volontà di pochi.

Con gratitudine

Pietro De Montis

La Discussione

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