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UN PENSIERO CHE NON CONOSCE TRAMONTO: Don LUIGI STURZO

UN PENSIERO CHE NON CONOSCE TRAMONTO: Don LUIGI STURZO

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Martedì 19 maggio 2015, nel’ambito del programma: “Sulle orme di chi ha Servito: don Luigi Sturzo”, ha avuto luogo la presentazione del libro “Governare bene sarà possibile. Come passare dal populismo al popolarismo” di Giovanni Palladino, già presidente del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo e fondatore  del partito “Popolari Liberi e Forti” di cui è segretario politico nazionale.

L’incontro è stato aperto da Gianni Fontana, Presidente della Federazione “Solidarietà Popolare”, che ha invitato don Wladimiro Bogoni, Parroco di s. Giuseppe al Trionfale, in Roma, ad intervenire per presentare la preghiera con la quale Roma e l’Italia vengono consacrate a San Michele Arcangelo. È stato un momento alto di riflessione, spiritualità, e invocazione all’Arcangelo affinché protegga e illumini il nostro cammino.

Successivamente Fontana ha sottolineato l’importanza, per qualsivoglia forza politica, di riconoscersi in una cultura forte: senza radici non c’è pensiero e senza pensiero non c’è politica. Il popolarismo sturziano, prosegue, mostra tutta la sua attualità nella sua architettura sociale, istituzionale, economica, cioè: l’economia civile di mercato alla quale offre una antica e presente profondità. Per chi ha deciso di mettersi alla prova affrontare la questione che sta al fondo di tutte le altre: rifare la forma alla politica. Si tratta di rifiutare, con le parole ma soprattutto con la testimonianza, l’idea che governare non sia comandare, il fastidio per l’impaccio della dialettica parlamentare, la convinzione che l’investitura popolare sia l’inizio e la fine della geografia democratica, la presunzione di un nesso indiscutibile tra concentrazione del potere ed efficienza delle decisioni. Popolarismo significa, anche, tornare a dare una interpretazione del valore umano della politica.

Gaspare Sturzo ha sostenuto l’attualità del popolarismo contro il dilagare di un populismo violento e volgare che ammorba gran parte del dibattito politico odierno. Ha altresì richiamato l’attualità della costituzione non solo come quadro di riferimento normativo, ma come fonte di ispirazione dello sviluppo umano di una società fondata sui suoi valori.

Leonardo Becchetti evidenzia come la linfa del pensiero sturziano continui in noi ad alimentare sollecitazioni. La finanza, afferma, questo lo diceva già don Sturzo, è un grande fiume da indirizzare al servizio della cosa pubblica. Dove c’è civismo, cooperazione, partecipazione, c’è sviluppo umano.

Giovanni Palladino ha ricordato come la sua passione per Luigi Sturzo gli sia stata tramandata dal padre, esecutore testamentario del sacerdote di Caltagirone, e suo frequentatore quotidiano negli ultimi anni romani della sua vita. Concludendo ha voluto ricordare un intervento del professor Marco Vitale sul rapporto tra Giorgio La Pira e Luigi Sturzo. Dopo aver sinteticamente presentato le divergenze che hanno caratterizzato il loro impegno politico e sociale ha chiuso con queste precise parole: “… per difendere la loro e la nostra Costituzione, guidati e ispirati dall’umanesimo e economico cristiano, che è la speranza dell’Europa e del mondo … abbiamo bisogno di entrambi, dell’utopista e sognatore La Pira, del rigoroso e ispirato don Sturzo”.

Un incontro che ha appassionato i numerosi i partecipanti, platea impreziosita da qualificate personalità tra le quali l’ex Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, l’on. Mario Tassone, già vice ministro dei trasporti, l’on. Grazia Francescato tra i leader più qualificati dei movimenti ambientalisti, il sen. Maurizio Eufemi, l’on. Nino Gemelli.

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