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Napolitano a Strasburgo: l’importanza dell’Unione Europea per il futuro di tutti

Napolitano a Strasburgo: l’importanza dell’Unione Europea per il futuro di tutti

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È da poco terminato l’intervento del nostro presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, al parlamento europeo di Strasburgo riunito in sessione plenaria. Un discorso appassionato nonostante le proteste iniziali, velocemente placate, di alcuni parlamentari della Lega che, per protesta, hanno indossato magliette ed esposto cartelli con scritte: “No Euro”, “Euro kills”.

Il presidente ha evidenziato come “la messa in discussione dei valori dell’Unione Europea è, per la prima volta, il contesto in cui ci si avvia alle prossime elezioni europee”. Vero e proprio momento di verifica del sistema Europa, così lo ha definito, il prossimo appuntamento elettorale deve essere vissuto con grande spirito di partecipazione da tutti i cittadini, ma in parallelo ad un pensiero che miri al progressivo sviluppo delle istituzioni europee.

“Nei 7 anni trascorsi – prosegue Napolitano – l’Unione Europea ha affrontato una delle prove più dure della sua storia”.  “La svolta che oggi si auspica non può andare verso la scelta irresponsabile e demagogica di debiti e deficit eccessivi, ma riflettere sul circolo vizioso ormai insorto tra politiche restrittive nel campo della finanza pubblica e arretramento delle economie, giunte al bivio tra primi segni di ripresa e rischi di deflazione e di sostanziale stagnazione, è doveroso. Rompere un circolo vizioso è essenziale: c’è una intera generazione a rischio di deriva”.

“Si ritiene che una politica di austerità a ogni costo – aggiunge ancora Napolitano – non regga più, anche se era servita per il riequilibrio dei conti pubblici e non si poteva sfuggire a una disciplina di bilancio rimasta carente dopo l’introduzione della moneta unica”. Ma i cittadini non devono scegliere per “un’agitazione puramente distruttiva contro l’euro una l’Ue” che pure “ha mostrato gravi carenze e storture nel suo cammino”. Perché le
conseguenze di un abbandono dell’euro sarebbero “traumatiche” e chi le propugna dimostra “un disarmante semplicismo”.

“Nella crisi di consenso popolare” in cui le istituzioni dell’Unione “stanno soffrendo c’è il peso del malessere economico e sociale” che “la Ue non è stata in grado di evitare”, ma c’è anche “il peso grave della carenza politica sul piano dell’informazione e del coinvolgimento dei cittadini sulle scelte”.

“La costruzione europea ha ormai delle fondamenta talmente profonde che si è creata una interconnessione radicata tra le nostre società, tra le nostre istituzioni, e tra i nostri giovani che nulla può far tornare indietro”.

Nell’ultima parte del suo discorso Napolitano ha poi ricordato i valori e gli uomini che vollero creare questa “federazione”, in un’ottica di integrazione e sviluppo sociale ed economico pacifico, in risposta anche a quello che fu il “secolo breve” delle due guerre mondiali e fratricide. Con pensiero lungo, fortemente carente nella classe dirigente odierna, i padri fondatori dell’Europa diedero il via ad un processo di miglioramento e arricchimento del vecchio continente che oggi rischia un serio arresto. E’ dovere di tutti noi reagire.

Luca Pandolfi

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