Con Matteo Renzi Cambia la sinistra italiana

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Non sappiamo se cambierà l’Italia, certamente cambierà il Partito Democratico. Indubbia la nettezza della sua vittoria, intorno al 70% dei voti, quasi impressionante l’affluenza alle urne delle primarie (circa tre milioni di cittadini). Un successo che vogliamo considerare auspicio per la politica del paese. Certamente, con la vittoria di Renzi e con la “partita a tre” giocatasi fra lui, Cuperlo e Civati, è definitivamente chiuso anche ogni residuo che il Partito Democratico poteva ancora lasciar allignare al suo interno, di vecchie nostalgie comuniste. La nostra speranza è ora che Renzi sappia fare con se stesso quello che, disgraziatamente per il paese, non ha saputo fare, a suo tempo, Berlusconi sul versante del centrodestra: imparare. Imparare dall’esperienza e da buoni consiglieri. Berlusconi non imparò mai nulla ed i buoni consiglieri lasciarono rapidamente il posto a quelli pessimi. Alla fine egli ha rovinato se stesso ed ha fatto del male profondo al paese. Renzi ha tutte le potenzialità per non commettere questo errore, e per rappresentare quindi, per la sinistra italiana, un capitolo realmente nuovo di speranza.

Il nostro augurio per il suo lavoro è sincero e dal canto nostro lavoriamo perché ora si compia l’altra parte del miracolo che la politica del paese attende: che sappia sorgere quell’alternativa che, da posizioni realmente centrali ma non meno innovative per elevatezza di senso della Stato e della comunità solidale, di sensibilità civile e di umanesimo culturale, di politica economica volta all’economia civile di mercato ed alla partecipazione reale dei lavoratori,  sappia dare compimento a quell’attesa di democrazia piena, credibile e responsabile, capace di restituire all’Italia non solo grande dignità e speranza ma anche ruolo esemplare e civilizzatore nel mondo.

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