euroscetticismo
L’onda anomala dell’euroscetticismo rischia di perdere forza. (Osservatorio elezioni europee 2014)

L’onda anomala dell’euroscetticismo rischia di perdere forza. (Osservatorio elezioni europee 2014)

Internazionale \ Scritto da il \ Stampa il PDF

Più si avvicina l’appuntamento elettorale europeo del 25 Maggio, più ci si rende conto che lo scenario che potrebbe uscire fuori dalle urne è quello di un forte impatto euroscettico. I molti gruppi e partiti, che con i loro programmi dichiarano apertamente il loro antieuropeismo, riscuoteranno probabilmente, visti anche gli ultimi sondaggi, forte consenso da parte di un gran numero di cittadini europei non più soddisfatti della struttura, sopratutto economica, dell’Europa. Quello che però risulta interessante è ciò che emerge anche da uno dei tanti eurobarometri, in particolare quello di Maurizio Ricci, che evidenzia come potrebbe invece verificarsi uno sgonfiamento del reale impatto politico da parte di questi esponenti. Questa variegata offerta di posizioni euroscettiche presenti nella prossima sfida elettorale, potrebbero di fatto ritrovarsi troppo indipendenti e isolati, entrando in contrasto tra di loro e, nel tentativo di riuscire ad applicare realmente quel programma disgregativo sottoscritto, rimanere alla fine indeboliti dalle tante altre voci simili ma lontane. L’eterogeneità dell’armata euro-ostile è l’elemento su cui più hanno puntato le analisi preelettorali. La costituiscono tre filoni: un asse fascista-nazionalista, concentrato a Est, dalla Polonia alla Grecia; un asse anglosassone, ovvero gli euroscettici inglesi e tedeschi; un asse neopopulista franco-italo-olandese. Ad oggi, i protagonisti escludono una collaborazione organica fra questi tre filoni. Nonostante queste giuste osservazioni, Ricci è il primo ad affermare che comunque, in caso si verificasse una presenza importante di queste posizioni, il quadro politico ed economico europeo sarà messo a dura prova.

Adc

La Discussione

Articoli Correlati