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Fare impresa: lo Stato come presenza temibile

Fare impresa: lo Stato come presenza temibile

Impresa e Lavoro \ Scritto da il \ Stampa il PDF

Nei prossimi giorni pubblicheremo un articolato documento predisposto da Giambattista Liazza sul tema delle politiche d’impresa. E’ la prima fase di esplicitazione attuativa dei concetti espressi nella relazione Fontana al 19° congresso della Democrazia Cristiana, il 20 novembre dello scorso anno.E’ paradossale e drammatico che lavoratori ed imprese, apparentemente controparti reciproche nella divisione della ricchezza comune prodotta in azienda, si trovino entrambi assurdamente e congiuntamente vittime di uno Stato che, prodigo di leggi affastellate, di burocrazia frenante e di finanziamenti a pioggia irrazionale, nei fatti oggettivi è vissuto come soggetto da temere piuttosto che come soggetto nel quale cercare sostegno.La posizione Adc è chiara: in una concezione di reciproca responsabilità e cointeressenza, impresa e lavoratori sono alleati anche nella giusta battaglia per uno Stato che la smetta di perseguitare imprese e lavoro, e torni invece a controllare  e stimolare sulla base di snellezza, trasparenza, giustizia. Come nei decenni del “miracolo economico” e anche dopo.

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