Per fare: lettera di Domenico Arato

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Lo avevamo annunciato in apertura di questo 2016: abbiamo lavorato per rimettere a punto, in alcuni anni di lavoro in gran parte silenzioso, e rendere lucidata, profonda, aggiornata, la nostra matrice valoriale per una politica di ispirazione cristiana; il lavoro è stato compiuto, ci sembra egregiamente, e ora si tratta di iniziare a trasformarlo in azione: l’azione politica e sociale di Adc quale strumento evolutivo della rinnovata presenza attiva dei cattolici, e dei laici di comune ispirazione, nel cuore della società italiana (e non solo italiana).
Transitare dal pensiero all’azione: ma, simbolicamente, transiteremo anche dal nome Adc a una nuova denominazione e a un nuovo simbolo, per esprimere in pienezza la nostra raggiunta soggettualità; e lo faremo avviando i primi passi concreti in alcuni convegni di lavoro, il primo dei quali è programmato entro il corrente mese di maggio, probabilmente a Bologna. Ne annunceremo i dettagli.
Il 12 maggio, intanto, realizzeremo anche, di concerto con l’Università La Sapienza e con Anif, l‘Associazione delle famiglie che vivono il dramma delle malattie rare, un convegno scientifico-politico che esprime già di per sé il livello di coscienza etica e di vicinanza ai cittadini che il nostro impegno intende avere. Ci ha preannunciato la sua presenza lo stesso ministro della salute, Lorenzin.
In questa rinascita di pensiero e azione abbiamo messo tutte le nostre energie: ma “nostre” non significa soltanto “di noi che operiamo a Roma”. Significa, altrettanto, “di quanti in tutta Italia abbiamo continuato a costruire senza interruzione questo lavoro di preparazione al servizio del paese”: a tutti questi amici dobbiamo riconoscenza.
Per tutti, simbolicamente ringraziamo Domenico Arato, che pur facendo base in Emilia Romagna non ha mai interrotto la condivisione del suo impegno con noi, e anche nei giorni scorsi ci ha inviato un messaggio di ulteriore spinta che ci sembra giusto e utile pubblicare di seguito.

“Carissimo Presidente, cari Amici,

Da tempo ci stiamo impegnando; siamo a un importante momento, un importante punto di passaggio per una svolta decisiva.

Ci troviamo in una fase politico/sociale molto dinamica, non immaginabile soltanto pochi anni fa.
Questo passaggio-chiave è per noi l’organizzazione della rappresenanza di tutti quanti, con noi, vorrebbero una società improntata ai valori e ai principi cattolico-democratico-popolari.

Oggi, quanti credono in questi valori, anche in modo inconsapevole, non hanno rappresentanza e quanti, sul territorio nazionale, si sono organizzati, appaiono frammentati, anzi polverizzati.

Occorre passare dalle parole ai fatti: dare vita ad un soggetto politico.

Significa sostanzialmente che ogni territorio possa essere finalmente presidiato; che ogni iscritto o potenziale tale abbia un suo preciso referente, e che a livello nazionale operi un gruppo composto dai rappresentanti territoriali.

Senza un soggetto politico, senza una rappresentanza, qualunque azione è destinata a restare nella volatilità delle parole.

Caro Gianni, organizziamoci: partiamo con gli amici seri, sinceri, di buona volontà (escludendo quelli sempre pronti a rubare il pallone, a sfruttare a proprio vantaggio le idee e i progetti altrui).

Facciamo tre incontri sul territorio: Nord, Centro e Sud, per partire e non per parlare: abbiamo già parlato più che a sufficienza.

Lo statuto è pronto.

Il nome potrebbe essere: “Movimento di Azione Popolare”. Il simbolo: un giglio giallo in campo bianco.

Vediamo un po’: penso sia giunto il momento di essere coerenti, anche nei confronti di noi stessi, per le energie spese, e di tutti quanti aspettano.

Sinceramente, un abbraccio fraterno a tutti.”
Domenico Arato

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