Le terre riarse del Deuteronomio e i cento fiori della vita, di Roberto Paolucci

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Le terre arse del Deuteronomio e i cento fiori della vita…
Il partito di ispirazione cristiana non può essere rappresentato da chi lo ha portato alla diaspora. L’unica strada percorribile è la condivisione dei Valori, che non coincidono ne’ col centrodestra ne’ col centrosinistra.
Che cosa è “la nuova DC”? Un gruppo di rimpatriati o un movimento che ha le sue radici nel cattolicesimo democratico, nel popolarismo di Sturzo, nella DC di De Gasperi, La Pira, Dossetti, Fanfani, fino, e non oltre, a Moro?
Chi ha compiuto il cammino giuridico predisposto dal giudice Romano, se non Gianni Fontana e la sua associazione? Certo che sto saldo accanto a Fontana, perché sia giuridicamente che moralmente corrisponde a quello che, chi ha votato Democrazia Cristiana fino al 1992, si aspetterebbe al giorno d’oggi. Ma c’è un altro problema ancora più importante e difficile: come rendere attuabile il progetto del Popolarismo di Sturzo in questa globalizzazione e in questa IV rivoluzione industriale dove siamo immersi. Chi non ha capito queste importanti variabili, rischia di raccogliere lo 0 virgola, come è accaduto a coloro che hanno dilapidato tutto il patrimonio della DC. Non si è ancora capito che a cercare la DC non sono più i giovani dell’azione cattolica che non esiste, i giovani del Toniolo che non esiste, ma dei vecchi nostalgici che appaiono più dei don Chisciotte che dei veri politici? La politica, quella vera, non s’improvvisa e se è vero, con tutti i limiti che hanno i cinque stelle, che hanno impiegato molti anni, prima di emergere, come si può pensare che una unione fittizia e impersonale, oltre che “variopinta”, possa fare rinascere il partito di Don Sturzo? In ogni iniziativa c’è un seme depositato sulla terra che si disfa, muore e poi da esso rinasce la vita. Un seme realmente capace di produrre spighe piene di chicchi di grano, che poi può prendere la forma di un partito che si ponga al servizio della gente e che rifugga dalle poltrone e dalla corruzione, un partito saldamente radicato nei Valori della Costituzione e della Dottrina Sociale della Chiesa, un partito che metta in pratica questi Valori e sia generatore di una ricomposizione civile fondata sulla difesa della Vita dal concepimento alla fine naturale, della Famiglia uomo donna figli, del sostegno alle Imprese e al Lavoro per le giovani generazioni e che diventi Piena Occupazione per chiunque abbia buona volontà di lavorare. Sono democratico cristiano popolare da sempre,  e ho votato DC fino alle ultime elezioni del 1992, prima che le “canaglie delle poltrone e del tornaconto” ( ma c’erano anche prima purtroppo..), prendessero il sopravvento. Ora la DC è solo un piccolo seme, una fiammellina lieve. Se ora arrivano i barbari e pretendono che con una “unione fittizia e brancaleonica” di persone molte delle quali indagate e/o compromesse con la giustizia, si possa ridare vita dalle radici di Don Sturzo che pati’ poi l’esilio e l’abbandono, anche da parte della gerarchia cattolica, tutto finirà nell’ennesimo fallimento. Perché allora Gianni Fontana? Perché ha il carisma e la sostanza del Popolarismo di Sturzo, della Democrazia Cristiana Storica. Ciò che potrà avere significato in una federazione di democrazia cristiana, è la presenza dei Valori incarnata nella realtà e nei bisogni dei giovani, delle famiglie e delle imprese, in caso contrario sarà tutto una falsità, così come è stato nelle categorie centro destra, centro sinistra e ora anche 5 stelle. Infine, si vuole cambiare il simbolo? Tutto è possibile. Perché vedere la DC in mano a chi ha contribuito alla sua dismissione, può essere uno stimolo a consegnare il simbolo fra quelli storici e impedirne a chiunque il suo uso, così da preservarne un uso improprio, come è stato fatto ignominiosamente dal 1994 in poi.

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