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La prossima Assemblea dei soci 1992-1993 del 16 giugno

La prossima Assemblea dei soci 1992-1993 del 16 giugno

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Avviandoci verso l’Assemblea, si spera l’ultima, dei soci 1992-1993 della Democrazia Cristiana storica che si celebrerà il prossimo 16 giugno, con inizio alla ore 12, a Roma presso l’Hotel Parco Tirreno, Via Aurelia 480, mi corre l’obbligo, come democratico cristiano popolare, di scrivere questa riflessione. Nella speranza che finalmente il movimento democratico cristiano popolare, mai sciolto, mai deceduto in questi ormai lunghi 25 anni di diaspora, possa riemergere dalle acque paludose delle contraddizioni e delle incomprensioni e liberatosi dalle nebbie dell’isolamento possa risplendere di luce e di chiarezza. Ebbi un colloquio graditissimo, prima delle recenti elezioni politiche con il professore e magistrato Carlo Casini, di Firenze, Presidente del Movimento per la Vita che conosco dal 1985, quando risiedevo alle Caldine ( Fiesole), persona amabilissima, che ascolta e che sa riconoscere i carismi di ciascuno e li sa indirizzare verso obiettivi condivisibili. INSIEME abbiamo convenuto di incontrarci nuovamente, dopo le elezioni, per studiare, con chiunque abbia a cuore e a mente i Valori popolari universali, un piano di ricostituzione dell’area democratica cristiana popolare. Una proposta che coinvolga direttamente tutti i protagonisti, che intendano veramente e liberamente costruire, in spirito di umiltà e di sacrificio, nessuno escluso, e da sottoporre al mondo cattolico e alla vasta area di democratici che non si riconoscono nelle categorie politiche attualmente presenti in parlamento, dal 1993 a tutt’oggi. Impresa, riconosciamolo, complessa, divaricante, inquinata da forze che hanno speculato sulla crisi politica dal 1993, e che poi hanno costruito un sistema economico e politico che ha distrutto in gran parte la classe media italiana, ha provocato la nascita di 5 milioni di poveri assoluti afferenti alle mense della Caritas, e oltre 12 milioni di poveri relativi (secondo le ormai codificate impossibilità di “ non poter arrivare a fine mese, non potersi comprare un abito nuovo, non potersi permettere di pagare un’auto a rate, non poter mangiare una pizza con gli amici, non poter comprare il necessario vestiario ai figli …”).
Poiché nella nostra invocazione all’unita’ dei cristiani e democratici in politica, il nostro pensiero va alle figure carismatiche di don Luigi Sturzo, di Alcide De Gasperi, di Giorgio La Pira, di Aldo Moro, e tanti altri, vorrei ricordare un brano del 1 novembre 1903, pubblicato su “ La Domenica dell’operaio” sull’azione pacificatrice svolta dal giovane don Sturzo, per un problema derivante dal conflitto capitale/lavoro nelle campagne di Caltagirone:
“Il circondario di Caltagirone si trovava da qualche tempo in gravi condizioni per lo sciopero dei lavoratori che chiedevano il miglioramento delle proprie condizioni, mentre i proprietari non potevano fare la più minima concessione..L’opera del sacerdote Sturzo, senza rumori, in lunghe riunioni notturne, ora con gli agricoltori ora coi proprietari, studio’ le condizioni economiche, le difficoltà tecniche, …con la conclusione che una domenica mattina si ebbe la notizia che erano stati stipulati e concordati i nuovi patti agrari nei locali della Cassa Rurale di San Giacomo…”. Scrive Giovanni Palladino nel suo recente libro Don Luigi Sturzo maestro di verità e di libertà: “ Don Sturzo ha sempre avuto un profondo Amore per la Verità, Amore in Dio( prima fonte di Amore e di Verità ) e nel prossimo…di qui la grande attualità del suo pensiero..È una Verità che ci è stata rivelata per farci vivere tutti molto meglio di quanto vorremmo calpestandola…È bene ricordare che egli fu il primo ( e sino ad oggi unico in Italia) a tradurre in termini pratici la Dottrina Sociale della Chiesa, seguito poi da Adenauer in Germania. Era una cultura che funzionava, che produceva buoni risultati sociali, che dimostrava una verità attesa da sempre dalla maggioranza degli esseri umani…”.
Sulla base di queste premesse e di questa promessa, auspichiamo una Costituente Democratica Cristiana Popolare che, col contributo di tutti, getti le fondamenta, a distanza di 100 anni, del nostro Partito di ispirazione cristiana, avendo, come luce che illumina il cammino, i nostri padri fondatori citati prima, la Costituzione, la
Dottrina Sociale della Chiesa, che hanno messo sempre al centro di ogni azione sociale, economica e politica, la centralità della persona, la sua dignità, la famiglia, il lavoro nella economia reale dei territori. Ora, ritornando alla Assemblea del prossimo 16 giugno, vorrei ricordare a tutti i soci liberamente e deliberatamente riuniti dalla sentenza del giudice Romano a ricostituire, sotto la guida del Presidente eletto Gianni Fontana, la Democrazia Cristiana Storica originale, quella con lo scudo crociato, che il tempo delle discussioni e dei ricorsi è finito e chiunque si accingesse a rinnovarne le sottigliezze e i bizantinismi, non troverà più nessuno disposto a seguirlo. Anzi diventerà pietra d’inciampo e di scandalo per tutti coloro che, giovani e meno giovani, ritengono che la situazione politica sia a un punto di pericolosa china verso strade antidemocratiche. La nostra Costituzione attende che la Democrazia Cristiana, INSIEME ad altre forze politiche amiche e collaboranti, anche federate, possano svolgere un ruolo decisivo e incisivo per affrontare con spirito di sacrificio e forza morale, le sfide della globalizzazione, mettendo al primo posto:
– il lavoro per le giovani generazioni,
-il ruolo dell’impresa e il fondamento dell’istituto familiare, la difesa della vita e l’applicazione delle leggi ad essa dedicate,
-la ristrutturazione del sistema bancario a vantaggio dell’economia reale dei territori comunali, separando il credito dalla finanza,
-la ristrutturazione del fisco in funzione di una costituzionale applicazione dell’articolo 53, per una giustizia fiscale che abbatta il debito pubblico, che inchioda la nostra economia
-l’impegno europeo come motore di profonda rielaborazione e centralità del ruolo dell’Italia, fondatrice dell’unione europea in senso federale, come auspicato da De Gasperi, Schuman e Adenauer, per un’Europa dei popoli, ciascuno con le sue peculiarità e identità, in funzione della fraternità e della pace.
Aldo Moro, nel convegno di Sorrento nel 1963, così affermava:
“Il regime democratico, che noi vogliamo conservare e consolidare come la più alta espressione del nostro umanesimo politico, è essenzialmente caratterizzato dalla molteplicità dei centri di potere, da un complesso sistema di effettive autonomie, tra le quali deve stabilirsi un’armonica confluenza…Sono le autonomie territoriali, istituzionali, professionali emergenti nel libero gioco della vita democratica..Il mio invito alla D.C. è di essere presente in ogni impulso innovatore che si manifesti, in ogni libertà che si affermi, nel vasto compito unificatore che ad essa spetta come fondamentale struttura di sostegno della società italiana nella libertà e nell’ordine…Una saggia azione politica che sappia identificare nello sviluppo sociale, nelle svolte creative e rinnovative, le circostanze più opportune per un ulteriore dispiegarsi della libertà umana e per un più efficace e più vasto decentramento del potere..Resta l’ispirazione cristiana della D.C, quel suo essere fedele alla dignità umana, al valore assoluto della persona, alla solidarietà sociale che vuol dire giustizia e pace tra gli uomini e tra i popoli. Per questa ispirazione la Democrazia Cristiana parla alla coscienza degli italiani e attua quella vasta mobilitazione popolare che è la base della democrazia italiana…La D.C. si ritrova al ritmo del mondo che cambia, al servizio di una società che progredisce nella libertà e nella giustizia..”.

“ Il partito d’ispirazione cristiana deve saper confidare, soprattutto, nella sua forza autonoma; e non tanto in una unità raccogliticcia di cattolici e non cattolici, quanto in una UNITÀ’ DI LIBERI E FORTI, cioè di uomini armati, prima che di una fede storica, DI SENSO DELLA LIBERTÀ E DELLA FORTEZZA, una confluenza spontanea che si fondi sulla somiglianza di ispirazioni ideali, sull’apprezzamento dei programmi e sulla stima degli uomini che diano prova di saperli difendere e attuare”.
Auguri di Buona Assemblea a tutti gli Amici Democratici Cristiani Popolari !!!
Roberto Paolucci, Firenze

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