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La cultura di mediazione: una nuova frontiera di speranza

La cultura di mediazione: una nuova frontiera di speranza

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“In Italia i procedimenti civili pendenti alla fine dell’anno 2012 sono stati circa 4.930.000. Dal 2007 vi è stato un aumento costante ed esponenziale del contenzioso, che ha determinato la quasi totale paralisi del sistema della giustizia.

Alla base di tutto questo vi è un alto grado di conflittualità che non permette neanche al sistema economico e produttivo italiano di rilanciarsi, e che incide negativamente sul Pil per l’1,7%. Occorre lavorare per determinare un cambio di mentalità che favorisca il dialogo e la conciliazione. Attualmente in Italia non esiste un’agenzia governativa che si occupi di diffondere, monitorare, sviluppare l’uso dei sistemi di mediazione e che vigili sulla qualità del servizio reso dagli operatori del settore.

Per tali ragioni, anticipando gli intendimenti del governo e del parlamento, in un periodo di preoccupante crisi economica-politica-istituzionale del nostro paese, abbiamo deciso di lanciare un Osservatorio sull’uso di tali sistemi…. Idea che è stata accolta favorevolmente dall’Università di Teramo, dall’Università di Cassino, dall’Università Europea di Roma, dall’Istituto Nazionale di Economia Agraria, ente pubblico del ministero dell’Agricoltura, e da altre università e associazioni, che daranno vita a un consorzio pubblico…”.

Così ha scritto e detto Francesca Tempesta al 7° Forum Nazionale dei Mediatori, tenutosi ieri nell’Auletta dei Gruppi Parlamentari, in Roma. Ebbene, l’annuncio della nascita dell’Osservatorio non è che una delle manifestazioni del successo crescente della idea di sviluppare potentemente e innovativamente la cultura e le istituzioni del dialogo e della mediazione come risposta alla crisi convulsa, e finora senza cenni importanti di risposta, della giustizia nel suo senso più lato.

Significativo che il Forum, che rappresenta già una realtà di trentacinquemila aderenti circa, in gran parte avvocati, commercialisti, magistrati, imprenditori, studiosi, abbia iniziato i suoi lavori con un filmato storico che ha rievocato l’uomo del dialogo forse più forte e costante, e alla fine vittorioso, del dopoguerra e del miracolo italiano: Alcide De Gasperi; e significativo che ad attualizzarne la interpretazione in chiave di ventunesimo secolo sia stato chiamato, in sede di convegno, Gianni Fontana nella sua qualità di presidente dell’Associazione Democrazia Cristiana, che si propone la dialogicità forte e valoriale di tipo degasperiano  come metodo per il rinnovamento della politica italiana.

Torneremo sui lavori del Forum nei prossimi giorni.

In foto: bassorilievo di Antonio Canova – La Giustizia

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