Immunità parlamentare: ma era solo per i reati di opinione!

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Cari amici Adc, sono entusiasta del vostro tentativo di far rivivere la grande politica della Democrazia Cristiana ed il suo pensiero, ma a volte mi trovo a non condividere ciò che qualcuno di voi isolatamente scrive con eccessiva irruenza, e che non so bene se esprima il pensiero dell’Associazione o dell’articolista. Su un convegno recente organizzato dal professor Luciani a Bologna, ad esempio, ho visto posizioni diversificate e forse in qualche caso anche precipitose. Certe idee vanno discusse, approvate se è il caso, e poi diramate ufficialmente e non da singoli dirigenti.

Ho letto anche una posizione di sostegno, da parte di qualcuno di voi, al ripristino dell’immunità parlamentare a seguito della vicenda Berlusconi; ma in questo modo chi scrive sembra non rendersi conto di quanti giovani si allontanino dalla Dc. A parte la grossolana lettura costituzionale che se ne fa: la immunità era prevista infatti per i reati di opinione nell’esercizio dell’attività politica, non per i reati comuni. Vogliamo veramente diventare il rifugio di tutti quelli che hanno guai con la giustizia? I padri costituenti non prevedevano tanto interesse per la politica da parte di comuni delinquenti. Vi suggerisco di evitare l’eccesso di attivismo divulgatorio, che rischia di debordare dando l’impressione che ci sia più di una voce a esprimere l’Adc. Non giova a nessuno e soprattutto sa di vecchio, questo fervore per l’immunità parlamentare abolita da un referendum popolare con corretta operazione costituzionale. Confrontiamoci di più prima di gridare dogmi: la quantità non è amica della qualità.

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