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Evasione fiscale: qualcosa di importante alla fine si è pure fatto!

Evasione fiscale: qualcosa di importante alla fine si è pure fatto!

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Qualcosa, però, gli ultimi due governi, Monti e Letta, hanno pur fatto di bene.  In particolare, una piccola e poco visibile rivoluzione fiscale che i media hanno sottovalutato. E sono convinto che sia onesto darne loro atto. E’ onesto applaudire anche gli avversari politici ogni volta che, fosse anche per sbaglio, fanno qualche cosa di buono. In una situazione abbastanza bloccata come quella italiana, anche il più piccolo movimento mi pare da salutare con entusiasmo.

Lo scorso novembre è stata scritta una pagina di storia: in Italia è finalmente cambiato qualche cosa. Posso affermarlo senza sentirmi dire che sono diventato democristiano?!

Oggi l’Italia, al pari di tutti i paesi civili, ha finalmente una vera anagrafe tributaria. Un’opera colossale che veniva rimandata da decenni. Tutti i dati in possesso dell’amministrazione pubblica su cittadini, beni, conti bancari, spese, ecc., sono digitalizzati in un’unica base-dati e quindi tutti contemporaneamente sono a disposizione. Si tratta di un’operazione iniziata spinta da Monti e finita da Letta, che ha richiesto più di un anno di lotte feroci. Una battaglia durissima che quasi nessun mezzo di comunicazione ha raccontato. Il primo risultato di questa riforma è arrivato ancor prima che il nuovo sistema entrasse in funzione completamente, quando è stato ultimato il confronto tra le foto aeree del nostro territorio in mano agli istituti cartografici di Stato e le mappe del catasto. Poi è stata comunicata l’individuazione di 1 milione e 400 mila case fantasma!
Il che ha portato alla documentazione di un’evasione fiscale spaventosa, che si tradurrà in miliardi di tasse riscosse nei prossimi anni. Vorrei che si soppesasse questo numero: 1 milione e 400 mila case fantasma. Qualche cosa che possiamo paragonare all’intera città di Milano, completamente sconosciuta al catasto e quindi al fisco! A me sembra una notiziona! Ma l’impatto sulla capacità di evadere dei furbi sarà, nei prossimi mesi, cento volte più forte.

Qualcuno potrà osservare che ci sono ancora molti difetti nel sistema, che ci sono ogni sorta di opposizioni sotterranee delle lobby… E si potrà dire anche che il sistema di osservazione manca di strumenti specifici per fare le pulci anche ai grandi gruppi industriali che evadono miliardi con trucchi sofisticati (e paradisi fiscali).

È vero. Si poteva fare di più e meglio… Ma lo possiamo dire che comunque c’è stato un salto di qualità che porterà al reale recupero di una fetta dell’evasione fiscale e contributiva (certamente oltre i 100 miiliardi)? Oppure ci si sente male a riconoscere che il nipote di Letta ha lottato e ha vinto contro i difensori (tanti e trasversali) della paralisi?

Insisto su questo discorso perché mi pare essenziale. L’Italia è quasi bloccata. L’elettorato è diviso, il potere è spaccato in cento ghenghe e lobby, qualunque cambiamento è contrastato ferocemente. Questo è il nostro problema. La crisi non dipende dalla mancanza di soldi ma dal fatto che il sistema italiano spreca 500 miliardi all’anno e che ogni spreco ha la sua banda di riferimento che si mette di traverso se tenti di cambiare. Se provi a stabilire sistemi di controllo della qualità del lavoro degli impiegati pubblici ti saltano addosso i sindacati. Se vuoi razionalizzare le spese sanitarie hai i farmaceutici alle costole. Se vuoi risparmiare energia ti saltano addosso i petrolieri… E il tutto è immerso in una salamoia di paura dell’innovazione… E anche la sinistra appare imbevuta di vecchie idee.

Renzi non lo apprezzo ma ha detto anche lui una cosa giustissima: una sinistra che non cambia è di destra. Io credo che l’Italia stia uscendo dalla crisi, lentamente. E credo che questo risultato sia lo strano frutto di tante azioni buone o quantomeno non malvagie. Dobbiamo ringraziare per questo piccolo ma concreto risultato anche Grillo che ha spaventato i politici, Merkel che li ha ricattati, la base sana del Pd che ha fatto pressione, e anche Letta e Monti che un poco alla fine l’han fatto (e il secondo lo sta ancora facendo).

Come al solito la storia italiana avanza in maniera confusa, grazie ad alleanze di fatto.
Siamo gli unici al mondo ad aver teorizzato le divergenze parallele. I bizantini siamo noi.
Certo preferivo un altro tipo di storia, con un partito nuovo, con idee nuove, che prendesse il timone della nazione portandola in acque migliori. Invece abbiamo il progresso “a pateracchio”.
Ma “chissenefrega”… In fondo l’importante è che alla fine si riesca a galleggiare. L’italiano è così: niente Mandela, Luther King o Subcomandante Marcos. In compenso facciamo le lasagne, la pizza, i supplì e il risotto. E viviamo più a lungo dei tedeschi, degli americani e degli inglesi. Siamo un popolo pieno di fantasia. Il resto dell’umanità ci guarda e si chiede: “Ma come cavolo fanno?”

Giusto riconoscimento. Ma naturalmente non possiamo accontentarci di “galleggiare” e abbiamo davanti a noi la grande scommessa della effettiva attuazione dei controlli che l’anagrafe tributaria consente, e della efficienza amministrativa conseguente. Quanto al “niente Mandela” etc., effettivamente oggi l’Italia non esprime grandissimi testimoni sociali, o li ha accuratamente nascosti nelle pieghe della sua vita quotidiana. Ma nella sua storia ce ne sono stati moltissimi, e sono soprattutto i nostri padri fondatori della repubblica e del pensiero democratico cristiano e laico. Figli e nipoti ne hanno dimenticato l’esempio, in gran parte,  ma noi abbiamo il dovere di tornare a suscitarlo. Non ci vergogniamo affatto di lasagne e supplì, ma siamo ben altro e ben oltre! Solo, dobbiamo davvero “svegliarci dal sonno”.

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