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Eroi quotidiani della Resistenza: quando ci formavano con l’esempio di vita …

Eroi quotidiani della Resistenza: quando ci formavano con l’esempio di vita …

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Ho conosciuto Dante Bizzaro nel 1974: ero giovanissimo, appena uscito dall’università e alle prese con il mio primo lavoro vero e proprio: una regolare busta paga. Lui era già un grande sindacalista, maestro e formatore di sindacalisti. Non era maestro e non formava i giovani con le arringhe ma con l’esempio totale di vita. Friulano, dei friulani aveva la tenacia e la linearità che spesso li caratterizza. Buono e comprensivo come un padre, forte e coraggioso come un militare. Era autodisciplinato e chiedeva disciplina e rispetto della parola. “Significa rispettare noi stessi e il prossimo, che è come noi”, diceva. Oggi, a pochissimo tempo dalla sua scomparsa, i familiari compiono un gesto bellissimo e significativo nei confronti di quella che per lui era la sua più importante famiglia morale: il sindacato, e i suoi allievi sindacalisti; ed anche noi, che senza esserne allievi diretti lo avevamo conosciuto e lo incontravamo spesso, provandone segreta ammirazione. I familiari hanno consegnato e autorizzato la diffusione del diario personale che Dante aveva compilato nello straordinario periodo della sua vita di guerra e di Resistenza, quando ebbe a che fare con la deportazione nazista in campo di concentramento. Ne pubblichiamo di seguito alcune pagine di quotidianità, ringraziandone la famiglia. Pensiamo sia un giusto atto di testimonianza: la storia, anche quella della Resistenza, fu fatta da tanti eroi rimasti senza targhe e monumenti e piazze intitolate. Rimasti soltanto, ma potentemente, nel cuore di chi li conobbe personalmente. E il tramandarne anche solo piccoli scorci di vita insegna molto a noi e dà un giusto merito a loro. Dante Bizzaro aveva a volte la ruvidezza di un uomo provato dalla vita ma in un attimo, quando lo incontravi, ti sorrideva e ti dava tutto. Era della “nostra” famiglia, quella dei figli di Dio abituati, anche nella ruvidezza, a considerare tutti gli altri come fratelli e a sentirsene responsabili.

 

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