Arato
Domenico Arato – 28 Marzo 2015

Domenico Arato – 28 Marzo 2015

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Carissimi amici,

gli ultimi 25/30 anni hanno visto via via una accelerazione del disfacimento del sistema politico, della politica, dell’alta burocrazia statale in un loro abbrutimento e involgarimento, condita da una ignoranza folgorante.

Oltre che da una mancanza totale di idee, di cultura, lo si evince anche da un generale esprimersi in un italiano maccheronico e claudicante, spesso urlato, e anche da sé dicenti uomini di cultura che, a vario titolo, occupano, sentenziano, sproloquiano e imperversano nelle trasmissioni radio e televisive.

Questo vale per tutti i partiti, di qualsivoglia colore, impegnati nella ricerca di un facile consenso e affarismo, così bene esplicitato da Antonio Albanese nella figura di Cetto La Qualunque. Questi mestieranti della politica hanno allontanato sempre più il popolo, la società a tutti i livelli ( dai più umili, ai più colti e più abbienti) dalle Istituzioni, dallo Stato.

Lo Stato, divenuto caricatura, visto e subito come un pachiderma incapace, divoratore di risorse, sprecone e ingiusto. Certo, questo è un discorso fatto con l’accetta e non si può fare di ogni erba un fascio. Fortunatamente vi sono anche uomini di livello, culturale e morale, che, pur sospinti e tenuti ai margini del sistema, intelligentemente lavorano per una società con al centro la persona, per una società più umanamente giusta…

Oggi le persone sono trasformate in numeri, in entità economiche da sfruttare…

La politica divenuta lo zerbino dell’affarismo e della mala finanza. Un partito, così detto di maggioranza(rappresenta forse il 20% degli aventi diritto al voto), in un Parlamento illegittimo, anzi incostituzionale, che si appresta a modificare la Costituzione, pur sapendo che dette modifiche potrebbero essere impugnate.

In tale scenario,parziale per brevità d’intervento, come cittadino, come cattolico, il mio moto di rabbia e di volontà di riscatto nella ricerca di un impegno sociale per una società più giusta, nel solco del diritto naturale e del rispetto della persona umana, ha trovato finalmente una leva di secondo genere in Gianni Fontana, insieme a lui un gruppo di persone capaci, mi hanno fatto sentire parte di un progetto che sta scendendo in pratica con l’obbiettivo, passatemi il termine, di un nuovo rinascimento socio/economico/culturale del nostro paese.

Attenzione alla nostra identità!! Avremo ragione se sapremo essere noi stessi e coerenti, se sapremo proporci non come soggetti con pensiero vecchio e abito nuovo ma come espressione del nuovo, di ciò che il nostro Paese aspetta. Sinistra, destra sono vecchi termini desueti. Nostro Signore è stato tirato per la tunica da sinistra a destra, a seconda della bisogna e della convenienza, così pure Don Luigi Sturzo.

Il manifesto SOLIDARIETA’ POPOLARE, il nostro manifesto che accetto in toto e con entusiasmo dice e si sintetizza: “Al centro di ogni iniziativa economica, sociale, culturale e politica è la finalità di restituire dignità stabile alla persona umana, culmine del creato e sola fonte giustificatrice di ogni politica.” Ciò non è di destra e non è di sinistra, perché il giusto e il buon senso non ha colore politico.

Così come non si può dire che il pensiero di Don Sturzo fosse di destra o di sinistra; il suo pensiero non può sottostare a questi schematismi, le sue posizioni erano, come lo sono le nostre, dettate da convinzioni morali ed etiche. Ancora: sono sicuro che questa iniziativa, questo soggetto politico, avrà consensi, molti consensi, dovremo stare attenti ai canti delle sirene. Dovremo stare attenti a chi prospetterà alleanze, anche locali.

Per crearsi un’immagine, una buona reputazione occorrono anni e si può perdere tutto in un attimo. Propongo, per questo, venga instaurato un comitato politico adeguato alla gestione e alle decisioni strategiche che si porranno via via sul tappeto.

Così invito tutti, quale dovere, prima di prendere qualsivoglia decisione che possa impegnare SOLIDARIETA’ POPOLARE, o che ne possa influenzare l’immagine in qualche modo, ad ottenere il nullaosta da detto Comitato.

Chiudo con le parole di San Josemaria Escrivà: “ Conosco persone, uomini e donne, che non hanno neanche la forza di chiedere aiuto”, mi dici disgustato e dispiaciuto. Non girare al largo; la tua volontà di salvarti e di salvarli può essere il punto di partenza della loro conversione. Inoltre, se ben rifletti, ti renderai conto che anche a te è stata data una mano”.

Il nostro è un impegno, una missione, la nostra intelligenza per la rinascita del nostro Paese.

Grazie di cuore a tutti.

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