Auschwitz-Birkenau Concentration Camp in  Oswiecim Poland
Dalla gioia alla tristezza: ma è doveroso non dimenticare

Dalla gioia alla tristezza: ma è doveroso non dimenticare

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Ci ha rincuorato, anzi ci ha resi felici, per molti giorni, sulla prima pagina di questo sito, il volto di papa Francesco in dialogo con la “gente qualunque”, nel corso del suo viaggio in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù 2013. C’è il bene, nel mondo, c’è la speranza, c’è Dio con noi.

E tuttavia c’è anche il male, nello stesso mondo e nello stesso tempo. Opera sempre e operava anche mentre il papa compiva quei gesti di amore; c’era e c’è in mille plaghe del Brasile e del mondo intero.
Per questo, accanto alla capacità di assaporare la gioia e la forza del bene dobbiamo sempre mantenere la capacità di non dimenticare le ragioni e la fonte della tristezza che in contemporanea sovrasta il mondo. L’immagine che questa volta proponiamo alla riflessione è quella, terribile, storica, di un campo di concentramento nazista durante la seconda guerra mondiale, e dell’olocausto umano che vi si compì. Il regno di satana, per chi se ne lascia dominare. L’uomo è stato capace di ciò lungo tutto il corso della sua storia, e tuttora opera questo, in più parti del mondo. Sta avvenendo anche mentre scriviamo, e non solo in Siria. Non accontentiamoci di prenderne atto in tv e di pensare che riguardi casa altrui. Riguarda anche casa nostra, dovunque ci sia violenza e ingiustizia. E tutti siamo chiamati ad assumerne responsabilità conformemente al nostro ruolo sociale. In queste ore, comunque, auspichiamo in particolare che in Siria, in Libano, in Iraq, in Afghanistan, si rafforzino le ragioni del dialogo e della politica sopra quelle della violenza.

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