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Banche cattive e banche buone: separazione legale

Banche cattive e banche buone: separazione legale

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Alcuni lettori ci hanno proposto ripetutamente la questione della politica bancaria e, in particolare, recentemente Valentino Brusaferri ha riaffacciato la ipotesi di una banca sporca, o banca cattiva (bad bank) nella quale si potrebbero concentrare i valori tossici che hanno avvelenato in questi anni l’economia mondiale e italiana, per ripulire attraverso di essa il meccanismo complessivo.

Ci sembra utile, in proposito, pubblicare la opinione di chiarimento espressa dal responsabile Adc per l’economia, Nino Galloni: “La questione cruciale sullo sfondo é il ripristino della netta separazione tra le banche che devono fornire credito all’economia (che é il 95% della moneta utilizzata nel sistema!) e i soggetti presenti sui mercati finanziari e speculativi. Se non si fa questo é tutto un palliativo e i problemi di liquidità e squilibrio si riformano…Quindi: se si ripristina la netta separazione bancaria, allora e solo allora, raggruppare tutto il male (titoli tossici e non solo ) in una “bad bank” può servire: la cosa migliore sarebbe che gli Stati congelino tutti i titoli tossici emettendo nuova liquidità sotto forma di credito garantito contro corrispondente collaterale…come la attuale normativa della Bce e del Trattato di Lisbona prevedono”.

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