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Ai promotori della costituzione della Federazione Solidarietà Popolare – Prof. Leonardo Bianchi

Ai promotori della costituzione della Federazione Solidarietà Popolare – Prof. Leonardo Bianchi

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Cari amici,
l’iniziativa di stamane ritengo che corrisponda pienamente ad attese, ormai maturate da tempo nel nostro Paese, di un autentico rinnovamento politico, quello che le forze politiche e le personalità facenti parte dell’attuale establishment dimostrano di non essere in grado di evadere.
Il sistema politico italiano attuale, nelle sue articolazioni nazionali, ma anche regionali e locali, non si dimostra ancora in grado di recuperare ad un ruolo di cittadinanza attiva una buona metà del Paese e restituire ad una dimensione fisiologica e genuinamente partecipata il rapporto tra cittadini, e prima ancora persone, ed istituzioni.
Questa situazione chiama ad un supplemento di responsabilità nel perseguimento del bene comune quanti avvertono in rettitudine di coscienza il richiamo costituzionale all’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, operato dall’art. 2, largamente debitore del pensiero e dell’opera di La Pira.
Perciò, occorre una buona dose di coraggio nel rendere effettivamente ragione della Speranza che è in noi, e che per i credenti deriva dalla Resurrezione che ci accingiamo a celebrare, nella consapevolezza che in questo momento storico si rende necessaria un’iniziativa politica adeguata, tale, cioè, da essere sia informata all’insegnamento sociale cristiano nella sua interezza, che realizzata da una nuova generazione di cristiani impegnati anche in politica, come in tutte le altre dimensioni (economica, industriale, bancaria, culturale, educativa, comunicativa) della vita pubblica.
La dimensione politica costituisce un indispensabile tassello della filiera del rinnovamento di tutta la nostra società: non avvertirlo, ma, a questo punto, non agire di conseguenza nel solco di una continuità di pensiero – azione sarebbe un’omissione vera e propria!
Per questo, ritengo particolarmente centrato il programma dell’iniziativa di stamane, in un contesto peraltro riccamente contraddittorio, in cui lo spirito di servizio con cui va intesa con De Gasperi la politica pare per lo più subordinato a logiche particolaristiche. Diciamo forte e chiaro anche che le aspirazioni personali vanno subordinate proprio a questo spirito di servizio: se, invece, lo strumentalizzano, vanno riconosciute per nient’altro che ambizioni smodate di individui o gruppi di potere. Ed, enunciandolo, attrezziamoci a testimoniarlo!
Il tema dell’applicazione dell’etica costituzionale va davvero inteso come il punto da cui ripartire per uscire dalla crisi in termini basilarmente diversi da come ci si è entrati, cambiando davvero il modello fin qui predominante e riprendendo a percorrere con determinazione i sentieri interrotti della nostra Costituzione, tutta, compresa la sua parte economica.
Ma per far ciò, occorre metter mano con determinazione e trasparenza alla ricostituzione di quella Costituzione in senso materiale di cui parlava Mortati, che fonda e sostiene l’intero ordinamento costituzionale ed è costituita dai fini e dai valori fondamentali su cui convergono le forze politiche: questo non può avvenire senza ricostruire quel tessuto connettivo di valori etici, civili, giuridici e sociali, che sono stati negli ultimi decenni ridotti a brandelli.
E’ proprio la ricostruzione di un’etica pubblica costituzionalmente fondata il compito pregiudiziale che ci attende e che deve orientare l’impegno ad assolvere i compiti che la politica, come la più alta delle forme di carità in ambito sociale – come ribadito da ultimo da Papa Francesco -, deve assolvere. Altro che Patto del Nazareno!
Per questi motivi, pur non potendo essere con voi stamane per problemi di ubiquità, vi prego di considerarmi davvero con Voi in Spirito nella piena condivisione di questa iniziativa, che vedo aperta e rivolta a quanti, credenti ed uomini di buona volontà, intendano anche per questa via restituire l’Uomo e la sua dimensione sociale a se stesso.
Buon lavoro!
Leonardo BIANCHI

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