Adc: l’ufficio di presidenza annuncia un “programma per l’Italia”

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Pubblichiamo il testo del documento approvato dopo ampio dibattito nella riunione coordinata dal presidente Fontana.

L’ufficio di presidenza dell’associazione politica “Democrazia Cristiana”,  riunitosi a Roma  alle ore 11 del 27 Novembre 2013 presso la sede di via S.Chiara 61, sentita la relazione del presidente Gianni Fontana, l’approva.

Esaminata la situazione apertasi con l’uscita di Forza Italia dalla maggioranza del governo, esprime l’auspicio che l’esecutivo Letta-Alfano possa continuare nell’azione avviata, considerando la perdurante grave situazione di emergenza sociale,economica, politica e istituzionale  in cui versa l’Italia e larga parte dell’Europa.

Di fronte al tasso di disoccupazione di oltre il 12% con punte, per quella giovanile, di oltre il 40%, e la quotidiana crisi di molte aziende, la drammatica situazione specie nel Sud dell’Italia, e le difficoltà crescenti nella condizione di vita della maggioranza degli italiani, l’Associazione Democrazia Cristiana ritiene che si debbano assumere iniziative politiche e di governo che innanzitutto promuovano  il lavoro e lo sviluppo umano.

In particolare si intende perseguire:

1. L’assunzione di una nuova politica euro-mediterranea in grado di far rispettare i patti sottoscritti a Maastricht e denunciare quel regolamento nullo del 1997 che ci ha consegnato la realtà di una “falsa moneta” e di criteri di gestione delle politiche economiche in netto contrasto con le finalità della crescita indicati dal trattato di Maastricht, sino ad annullare lo stesso concetto di democrazia, così come denunciato dal prof. Guarino che ha connotato come un autentico “colpo di Stato” quanto accaduto a partire dal regolamento 1466/97 in poi nelle politiche dell’Ue e nelle loro gravissime derivate sulle politiche nazionali;

2. L’adozione di politiche economiche ispirate ai principi dell’economia civile di mercato, stadio più avanzato della stessa economia sociale di mercato che sta alla base della cultura prevalente tra i popolari europei cui vogliamo fare riferimento, anche se intendiamo batterci per riportare il Ppe ai valori essenziali dei padri fondatori, Adenauer, De Gasperi e Schuman. Politiche economiche fondate sul primato della persona e dei corpi intermedi, sui principi di sussidiarietà e solidarietà, sulla centralità del lavoro e sulla compartecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili dell’impresa, secondo quei criteri già sperimentati nella stagione olivettiana di Comunità;

3. L’approvazione di una legge elettorale che sappia garantire, con la governabilità, una rappresentanza reale delle culture e dei mondi vitali della società italiana, contro i tentativi di leggi maggioritarie-truffa, capaci di assegnare la guida del Paese a componenti politiche rappresentative di meno di un terzo dell’elettorato italiano. Una legge elettorale che sappia garantire ai cittadini il diritto-dovere di scelta dei candidati, fondata sulla competenza e la qualità morali degli eletti;

4. Una riforma costituzionale con l’obiettivo di riscrivere la parte seconda della Costituzione del 1947 al fine di riportare l’equilibrio nel sistema istituzionale, oggi  vulnerato dalla straripante ingerenza del potere giudiziario.

5. La riscrittura del sistema rappresentativo e istituzionale locale, che passa attraverso l’abolizione delle province, la riduzione delle venti regioni attuali per lo svolgimento, secondo l’insegnamento sturziano, di funzioni esclusive di coordinamento, programmazione e controllo, l’accorpamento dei comuni minimi per popolazione, sulla base di autonome  decisioni locali che tengano conto delle concrete e diverse realtà territoriali, e una sostanziale riduzione delle rappresentanze elettorali a tutti i livelli, con drastiche norme in materia di esercizio delle funzioni politiche e amministrative e sulla base di un rigido codice etico da rispettare.

Per perseguire tali obiettivi, mentre esprime pieno sostegno all’azione condotta da Gianni Fontana, tendente a favorire i contatti con le diverse realtà del mondo cattolico e laico cristianamente ispirato, l’Associazione Democrazia Cristiane, intende concorrere alla costruzione di una piattaforma sociale, culturale, economica e politica affidando all’Istituto Luigi Sturzo il compito di collegare lo svolgimento di tale processo e assumendo quella sede come naturale per l’incontro delle diverse realtà che hanno contraddistinto negativamente la diaspora cattolica della seconda repubblica.

Chiede al Presidente Fontana di proseguire nell’azione avviata e di costituire un gruppo di lavoro, con il coordinamento del prof. Alberto De Maio, per redigere le linee guida di un programma da predisporre insieme alle altre componenti di area cattolica e laica popolare, dell’associazionismo,del volontariato e delle espressioni dei mondi vitali con le quali si intende dar vita a un patto federativo come risultato di un’assemblea programmata a Roma il giorno 18 e 19 Gennaio 2014, in coincidenza con il 95° anniversario dell’”Appello ai Liberi e Forti” di Don Luigi Sturzo.

Incontri con le diverse componenti di area cattolica e laica interessate a tale progetto si avvieranno da subito in tutte le realtà territoriali italiane, per preparare le assemblee regionali previste per sabato 11 Gennaio alla vigilia della convention per il patto federativo.

Si fa appello a tutti i soci e simpatizzanti perché cooperino ai fini della migliore organizzazione di tali incontri.

Roma, 27 novembre 2013

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