Accelerare con realismo

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Ormai siamo tutti consapevoli, avendo fondato l’Associazione Democrazia Cristiana, che non serve più la proprietà del logo Dc di fronte al franare del sistema attuale dei partiti fondati sul liderismo e senza una classe dirigente scelta nominativamente dai cittadini. A mio avviso potremmo quindi rinunciare al logo DC e affermare e proporre una forte piattaforma culturale, politica, sociale ed economica, come ha scritto il presidente Gianni Fontana, basata sui valori del cattolicesimo popolare e della migliore tradizione della Dc storica. Abbiamo il dovere di chiamare all’appello su questo obiettivo i componenti e simpatizzanti di ben 67 partitini esistenti con il simbolo Dc, che hanno consiglieri comunali e provinciali, e le centinaia di movimenti ecclesiali e di volontariato sociale che desiderano trovare una rappresentanza politica. Ben venga anche una federazione elettorale che consenta di partecipare alle elezioni Europee, ma meglio ancora un nuovo partito-contenitore: solo però dopo ampio confronto e incontro. In questo scenario, a quegli “amici” che per un piccolo potere a livello locale vogliono dividere anche l’Adc, chiediamo di fermarsi e ricordiamo che non possono bastare poche centinaia di persone che li seguono per riuscire nella impresa ideale che abbiamo insieme sognato, e che e’ ancora possibile, ma che, se avverrà, sarà di un grande popolo. Serve pertanto realismo; e serve anche per finanziare un’operazione che ha bisogno di una mobilitazione di massa, con entrate e uscite sostenibili, e non deve aver bisogno invece di grandi poteri economici e finanziari che ne condizionerebbero poi le scelte politiche.

Quindi continuiamo “insieme”, acceleriamo il passo, con “judicio”; se faremo “salti” che le nostre gambe non possono reggere, infatti, ci faremo male, e faremo male agli altri, specialmente ai giovani ai quali vogliamo lasciare invece un testimone di speranze di ricostruzione basate sui valori della dottrina sociale della Chiesa, sulla prospettiva di un Ppe che si fondi sui principi di De Gasperi, Schuman e Adenauer. I giovani di questo periodo storico non possono che “armarsi” di entusiasmo, di idealità, di sogni, ma anche di realismo: devono mettere impegno costante e volontariato. Così facemmo quando avevamo la loro giovane età; oggi con condizioni diverse le “armi” sono le stesse per i progetti della costruzione della Polis, con nuovi scenari: buone idee, valori, riferimenti alla dottrina sociale della Chiesa, tenendo conto delle esperienze negative trascorse in questi venti anni, con noi cattolici succubi dentro due poli dove siamo stati insignificanti nelle scelte spesso disastrose per l’Italia e che oggi vengono ammesse tardivamente anche da chi le ha fatte. Non basta offrire agli italiani un capro espiatorio ogni 20/30 anni. Siamo anche noi, individualmente e collettivamente, responsabili di questa deriva e immobilismo (evasione fiscale, sprechi nelle spese pubbliche, organici spropositati nella pubblica amministrazione, centinaia di migliaia di costruzioni abusive o non dichiarate, il grande traffico dei rifiuti tossici, i casi dell’Ilva dei Riva e di Vado Ligure di De Bebedetti, i costi e privilegi abnormi della politica, i livelli di tassazione insopportabili. Tutti malesseri ampiamente riportati da inchieste giornalistiche serie).
Cari Amici: responsabilità e amore per il miglioramento del bene comune, fiducia e impegno, potranno evitare la deriva della società’ della globalizzazione se li ancoreremo all’umanesimo integrale, che mette al centro l’uomo con tutta la sua dignità e la sua origine dall’Amore di Dio Creatore.

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